 |
 |
 |
 |
 |
Non hai ancora un tuo account? Crealo Qui!. Come utente registrato potrai sfruttare appieno e personalizzare i servizi offerti. |
 |
 |
 |
 |
|  |
 |
 |
 |
 |
Postato il Venerdì, 07 settembre @ 11:44:32 CEST
| Argomento: |
 |

Abbiamo avuto la possibilità, grazie all’interessamento della Kyosho
Italia, di sottoporre alcune domande al signor Kanai, (per i pochi che
non lo sapessero, campione del mondo in carica IFMAR categoria off-road
1/8 svoltosi a Las Vegas nell’ottobre del 2000), pilota ufficiale della
nota casa del sol levante. Gli abbiamo rivolto alcune domande di
carattere generale per carpirne qualche utile accorgimento.
Dunque Sig. Kanai, la prima domanda che desideriamo sottoporle è la
seguente: quando ha iniziato a praticare il modellismo e con quali
mezzi?
Ho cominciato a guidare modelli all'età di 14 anni, ora ne ho 38.
Il mio primo modello era Kyosho Circuite Buggy, con motore OS engine e
Sanwa radio.
Com’ è approdato al modellismo professionale e cosa l’ha spinta, in questi anni, a scegliere la Kyosho?
Non so spiegarle perchè, ma ho sempre solo guidato modelli Kyosho,
anche prima di diventare membro del team Kyosho. Forse perchè mi
divertivo. Comunque ho conosciuto tanta gente che guidava Kyosho, e
infine sono stato contentissimo di poter lavorare per questo marchio.
Attualmente il modellismo è solo un’attività di svago o impegna le sue giornate in modo continuativo?
Guido la macchina circa una volta la settimana e ciò comprende il
mio lavoro di sviluppo. La maggior parte del mio tempo la passo a
sviluppare e a migliorare l'Inferno e per promuovere Inferno e Kyosho.
Veniamo alla gara che lo ha visto protagonista lo scorso campionato
mondiale. Potrebbe raccontarci le sue impressioni sul circuito
(caratteristiche del tracciato, grado di difficoltà e strutture),
l’organizzazione o qualche altra impressione che lo ha particolarmente
colpito?
La pista era molto grande con moltissimi salti davvero alti. Lì ci
vuole una buona tecnica sui salti, cosa che a me personalmente piace
moltissimo.
In riferimento alla sua condotta di guida, vista la durezza del
fondo del circuito di Las Vegas particolarmente deleteria per i modelli
se si forzava la mano, abbiamo constatato che una guida regolare le ha
dato ragione. Cosa secondo lei è altrettanto indispensabile per
ottenere un risultato tanto ambito?
Devi assolutamente concentrarti sulla tua vettura ed averla
assolutamente sotto controllo, questo è il miglior presupposto per non
rompere il modello. Devi volere con tutto te stesso terminare la gara,
se non la termini non potrai nemmeno vincere. Questo vale per ogni
singola gara.
La sua “tattica” di guida ai mondiali, inizialmente aggressiva, nel
corso dello svolgimento di gara si è tramutata in costanza. In generale
lei che tipo di guida adotta?
Preferisce condurre il ritmo o tallonare l’avversario per indurlo all’errore?
Dipende dalla situazione, comunque in genere preferirei non avere
nessuno davanti a me e di essere io ad imporre il ritmo della gara,
certo non è sempre possibile.
Durante una gara importante la tensione “serpeggia” fra i piloti
sul palco. Sovente capita che qualcuno, muovendosi, occulti la vista ad
un pilota che proprio in quel momento è in testa. In quelle situazioni
lei come si comporta? Che suggerimenti potrebbe dare ai nostri lettori
che cominciano a gareggiare affinché in casi simili non perdano di
vista il modello con conseguente arretramento di posizioni?
Fa parte del gioco e della gara.
Io cerco di non pensarci, altrimenti rischio di distrarmi.
Parliamo ora della sua Kyosho. Premesso che ciascun modello viene
preparato in base alle caratteristiche di ogni pista (ci riferiamo
ovviamente alle gomme, agli oli ed agli ammortizzatori) potrebbe
suggerirci qualche accorgimento “universale” da adottare prima di una
partenza di una finale da 60 minuti? (controllo pile, carburazione o
quant’altro lei abitualmente adotti).
Ho un setup base con il quale mi trovo bene e dal quale parto
quasi sempre per poi regolarlo ulteriormente quando arrivo sulla
rispettiva pista. Prima di mettermi a correre, considero soprattutto le
seguenti cose: la durezza dei differenziali che è una delle cose più
importanti, poi controllo anche sempre gli ammortizzatori perchè 60
minuti sono un tempo molto lungo tenendo in mente la situazione della
macchina dopo il 30-40° minuto, perchè all'inizio non si è ancora
stanchi e si è ancora in grado di correggere eventuali piccole
difficoltà, mentre la macchina deve diventare più facile col avanzare
del tempo.
Cura lei direttamente la preparazione del modello o si avvale della collaborazione di un meccanico di fiducia?
Lo faccio da me.
Ai mondiali la sua Mp montava i famosi differenziali
antislittamento TCD (anteriore e centrale). Pur realizzati sullo schema
dei differenziali conici tradizionali, sappiamo essere assolutamente
validi per evitare brusche reazioni dell’auto in accelerazione.
Potrebbe raccontarci qualcosa su di essi? E’ un brevetto Kyosho o sono
stati sviluppati su sue specifiche tecniche?
Sì, abbiamo brevettato questi differenziali che a differenza di
altri rendono la macchina facile da guidare in ogni situazione, quindi
la macchina diventa più veloce.
Spiegazione: sistema a due planetari e 4 satelliti in acciaio che
inseriti in apposite sedi frenano progessivamente lo slittamento del
differenziale restituendo trazione al modello. Rispetto ai
convenzionali autobloccanti fino ad oggi in commercio i TCD
intervengono in modo più dolce attenuando la tendenza al sottosterzo.
Vanno assolutamente utilizzati con l'apposito olio TCD.
Il motore RB che lei abitualmente usa è di derivazione Novarossi.
Anche in tale caso vorremmo sapere se è stato sviluppato su sue
specifiche, quali particolari caratteristiche adotta (numero luci,
candela turbo o meno, miscela). In particolare durante la gara a Las
Vegas quale riscontro le ha dato da un punto di vista di consumi e
rendimento.
Non sono coinvolto nello sviluppo, ma comunico sempre al
produttore le mie esigenze ed idee. Non ho un motore con
caratteristiche particolari, il mio motore è R & BS7 World.
O7Dannel Fuel and CP02 plug. Il mio set up all'ultimo campionato del
mondo era molto dolce, in effetti c'erano dei concorrenti che sul
rettilineo erano più veloci di me, ma a me ha aiutato a far
"sopravvivere" la mia macchina.
Come si sta preparando per il prossimo mondiale?
Non faccio nulla di particolare.
Ha gia visto il circuito dell’impianto in Uruguay? Da quel poco che
siamo riusciti ad intravedere sul sito ufficiale sembra che il fondo
non sia molto diverso da quello americano.
Pensa che in linea generale
adotterà una preparazione del modello simile a quella adottata in
America?
Veramente no, perchè il modello è cambiato molto. Ora guido la MP 7.5 Kanai edition II.
Un’ultima domanda sulla nuova Mp riguarda i servocomandi: ci è
sembrato di scorgere le casse degli stessi in alluminio (hanno delle
righe orizzontali che sembrano fresate). Può confermarci la curiosità
ed eventualmente fornirci qualche informazione aggiuntiva?
Evitano solo il surriscaldamento, cosa che aumenta la vita del servo ed evita rotture.
Naturalmente le auguriamo di vincere anche la prossima edizione ma,
volendo essere un po’ “pungenti”, desideriamo porre in evidenza un
particolare: non si discute sull’affidabilità e le prestazioni della
MP, ma non pensa che il risultato di gara sia stato anche un poco
avvantaggiato dalle presenze Kyosho (8 su 10)?!
Kyosho non ci dà degli ordini di squadra, ogni pilota è un’unità a
se stante. Potrebbe giusto darsi che conoscendosi così bene tra il
team, uno eviti delle lotte particolarmente dure.
Cari lettori, pur se di modesta entità (perdonateci ma i tempi per
l’uscita del giornale erano tiranni), qualcosa al Sig. Kanai siamo
riusciti a chiedere. Speriamo possiate far tesoro dei consigli del “Re”
e verificare con noi gli esiti che il prossimo incontro internazionale
in Uruguay fornirà a tutti gli appassionati del fuoristrada 1:8.
|  |
 |
 |
 |
 |
| |
|
Associated Topics
 |
|
|
Spiacente, non sono disponibili i commenti per questo articolo. |
|
| |
|